Lutto nella danza

Addio Zarko Prebil, ballerino, coreografo, maestro di diverse generazioni di docenti e ballerini.

E’ morto domenica 12 giugno 2016, a Roma, Zarko Prebil. Ballerino, coreografo, maître de ballet, nella sua lunghissima carriera ha formato diverse generazioni di danzatori e étoile. Docente per 35 anni del Corso di Perfezionamento dell’Accademia nazionale di danza ha curato la ripresa di diversi titoli di repertorio collaborando a lungo con il Teatro dell’Opera di Roma e il Teatro San Carlo. Nell’articolo le immagini del suo lungo intervento al Gala del Premio Roma Jia Ruskaja nel 2014.

Occhi penetranti e sguardo fulminante. Con una sola occhiata esprimeva apprezzamento o disprezzo. Poche le parole, ma taglienti come lame. Uomo colto, dotato di una fervida intelligenza, era amato e odiato.  Tutta la sua figura esprimeva le sue qualità principali: forza, autorevolezza, rigore, disciplina ferrea. Le doti di un Maestro.  E Zarko Prebil è stato un vero Maestro per diverse generazioni di docenti e ballerini. Tra le sue indiscusse qualità didattiche, un rigore metodologico scientifico, un’organicità e una logica nelle lezioni e nelle sequenze, purezza e rigore formale, assoluta musicalità.

Inflessibile e implacabile nella ricerca della perfezione, Zarko Prebil era uno strenuo assertore che la danza non fosse per tutti. Almeno quella classica. Ma non amava il virtuosismo fine a se stesso. Amava gli artisti, gli interpreti, più che i meri esecutori di salti e pirouette. E con coloro in cui vedeva l’estro artistico sapeva essere molto generoso. “Chi non ama non crea, non vive e non può trasmettere nulla agli altri”: queste le sue parole.

Lunghissima la sua carriera professionale, celebrata nel novembre 2014 al Teatro Nazionale di Roma in una memorabile serata in cui la Fondazione Jia Ruskaja, presieduta allora da Larissa Anisimova, gli ha assegnato il Premio alla Carriera. In quella serata Zarko Prebil ha tenuto un lungo discorso: ha ripercorso le tappe della sua carriera focalizzando la sua attenzione sul rapporto più che trentennale che lo ha legato all’Accademia nazionale di danza e, a sorpresa, nel finale ha ringraziato e chiesto “perdono” ai suoi ex allievi dell’Accademia e ai ballerini del Teatro dell’Opera e del Teatro San Carlo. Un gesto questo bellissimo, che solo pochi grandi sanno fare. Di seguito le immagini inedite di quella serata.

 

 

Nato a Spalato, in Jugoslavia nel 1934, Zarko Prebil si avvicina alla danza classica e al teatro grazie a sua madre, artista sensibile e amante della musica e della poesia. A 11 anni, per suo desiderio, si iscrive alla Scuola di ballo del Teatro dell’Opera di Zagabria dove diventa solista e poi primo ballerino studiando con maestri russi scappati dopo la rivoluzione del 1917.  La sua carriera di interprete si svolge tra Zagabria (1951-1955) e Belgrado (1955-1965), compagnie con cui compie diverse tournée internazionali.

Nel 1965 decide di approfondire i suoi studi e si trasferisce a Mosca. Tra i suoi Maestri Asaf Messerer, Aleksej Yermolaev, Leonid Lavrovsky e Marina Semionova, erede degli insegnamenti di Agrippina Vaganova. Nel 1966 si iscrive all’Istituto di Stato per le Arti del Teatro di Mosca, diplomandosi nel 1975 come maestro e coreografo con Nikolaj Tarasov, autore di un noto trattato sulla tecnica maschile.

In Italia arriva nel 1968 per l’allestimento di Giselle al Teatro dell’Opera di Roma e grazie al suo intervento l’Italia conosce due stelle del balletto russo, Vladimir Vasiliev e Ekaterima Maximova allora poco più che ventenni. Il balletto ha un successo travolgente e la sua versione del balletto viene replicata nelle stagioni seguenti. Torna a Roma nel 1971 per la creazione di Cenerentola e l’anno successivo per Schiaccianoci . E’ poi al San Carlo di Napoli dove allestisce Le Silfidi, Giselle e Don Chisciotte, un titolo quest’ultimo che è stato poi ripreso più volte al Teatro dell’Opera di Roma negli anni Ottanta e Novanta.

In tutti i riallestimenti dei classici del repertorio sovietico la mano di Prebil era estremamente raffinata. Il linguaggio accademico era rigoroso ma essenziale. La pantomima realistica e mai di maniera. Sempre equilibrato e ben bilanciato lo spazio e l’attenzione riservati ai protagonisti e al corpo di ballo. Proprio i movimenti del corpo di ballo lo intrigavano e gli facevano trovare inedite soluzioni, piccoli capolavori di costruzione coreografica come nella danza dei fiocchi di neve e nel Valzer dei Fiori in Schiaccianoci.

Negli anni Settanta e Ottanta riallestisce i classici del repertorio anche all’Het National Ballet ad Amsterdam, al Teatro dell’Opera di Belgrado e al Teatro Colon di Buenos Aires.

Nel 1978 inizia la sua lunga collaborazione con l’Accademia nazionale di danza: è docente del Corso di Perfezionamento. Il suo arrivo determina un radicale cambiamento nella didattica dell’istituto. La metodologia di matrice russa prende il posto di quella italiana. Per oltre 35 anni il suo insegnamento è stato il punto di riferimento per tutti docenti di danza classica che da allora ad oggi hanno frequentato l’Accademia.

E proprio all’Accademia nazionale di danza sarà possibile dare l’ultimo saluto al Maestro, oggi, martedì 14 giugno 2016, dalle ore 9.00 alle 12.00.

Francesca Bernabini

14/06/2016

Foto:

  • 1.-3. Zarko Prebil negli anni Ottanta e Novanta;
  • 4. Ekaterina Maximova, Zarko Prebile e Vladimir Derevianko;
  • 5.-6. Elisabetta Terabust e Zarko Prebil  in sala prove;
  • 7. Zarko Prebil e Raffaele Paganini in sala prove per Schiaccianoci, Teatro dell’Opera di Roma, ph. Musacchio, 1991;
  • 8. Laura Comi e Raffaele Paganini ne Lo Schiaccianoci di Zarko Prebil, Teatro Opera Roma, ph. Corrado Maria Falsini, 1991;
  • 9. -11. Ambra Vallo e Raffaele Paganini, Don Chisciotte di Zarko Prebil, Teatro Opera Roma, ph. Corrado Maria Falsini, 1992;
  • 12. Zarko Prebil e Piero Martelletta in Don Chisciotte, Teatro dell’Opera di Roma;
  • 13. Zarko Prebil e Ralffaele Paganini, Don Chisciotte, Teatro dell’Opera di Roma;
  • 14. Margaret Illmann, Lo Schiaccianoci di Zarko Prebil, Teatro Opera Roma, ph. Corrado Maria Falsini, 1993;
  • 15. Margaret Illmann e Raffaele Paganini, Lo Schiaccianoci di Zarko Prebil, Teatro Opera Roma, ph. Corrado Maria Falsini, 1993;
  • 16.-17. Lo Schiaccianoci di Zarko Prebil, Teatro dell’Opera di Roma, ph. Corrado Maria Falsini, 1993;
  • 18. Mario Marozzi e Fara Grieco ne Lo Schiaccianoci di Zarko prebil, Teatro dell’Opera di Roma, ph. Bruno Farda;
  • 19. Zarko Prebil durante una masterclass al Teatro Nazionale di Roma in occasione del Gala del Premio Roma Jia Ruskaja, ph. Simone Ghera 2014;
  • 20.-22. Zarko Prebil e Larissa Anisimova durante il Gala del Premio Roma Jia Ruskaja durante il quale ha ricevuto il Premio alla Carriera.
  • 23. Zarko Prebil

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